Alla ricerca di principi e metodologie….esigenza del presente! – Nel mare magnum della didattica a distanza

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“Ora, nella nostra educazione si sta verificando lo spostamento del centro di gravità. È un cambiamento, una rivoluzione, non diversa da quella provocata da Copernico, quando spostò il centro dell’astronomia dalla terra al sole. Nel nostro caso il fanciullo diventa il sole intorno al quale girano gli strumenti dell’educazione. Esso è il centro intorno al quale essi sono organizzati.”
John Dewey, School and Society, 1899

Siamo come sospesi, siamo passati da un tempo “passato” a un tempo “futuro” della scuola, senza  riuscire a comprendere  il “ presente” della didattica.

Qualsiasi riflessione sull’educazione, in questo particolare momento imposto dalla pandemia Covid19, non può prescindere dalla considerazione delle affordances e delle limitazioni del contesto all’interno del quale l’attività formativa prende corpo. Che cosa si intende con il termine affordance?

L’affordance è la relazione e l ‘interazione tra ambiente e soggetto che apprende.

Le trasformazioni della didattica in atto  sono principalmente legate al fatto che l’attività formativa si colloca all’interno di un nuovo ambiente: la rete.

Quali sono allora le affordances della rete?

Partiamo da un semplice e banale confronto, quello tra una tradizionale lezione in aula e l’elearning. La differenza che sussiste tra le due esperienze è basilare: negli incontri in presenza lo studente e insegnanti, allievi e allievi, si vedono e si osservano direttamente, si istaurano relazioni e empatie.

Ciò non accade nella rete dove invece le comunicazioni sono decantate dalla fisicità dei gesti e della corporeità visibile: si tratta di una comunicazione mediata dal computer.

Oggi, più che mai, con l’esperienza, per tentativi ed errori, di fare didattica a distanza,  rafforza la convinzione,  che una struttura tradizionale dell’insegnamento, non fa altro che contraddire tutto ciò che la ricerca pedagogica da più di un secolo ha scoperto sulle modalità cognitive con cui si impara: rende passivi bambini e ragazzi curiosi, stimola la competitività e non il lavoro di gruppo, ricorre quasi esclusivamente a modalità frontali di insegnamento,  crea un fossato tra lo studio scolastico e il sapere digitale,  impone tempi rigidi quando si dovrebbe lasciare spazio allo spirito di ricerca e adattarvi luoghi e orari della scuola” (Santerini, 2014, pp. 18-19).

Le sperimentazioni di didattica digitale in atto nelle scuole italiane, in seguito all’emergenza Covid19, vanno nella direzione di scardinare questa struttura tradizionale, anche Post emergenza, per finalmente ricomporre la frattura tra la realtà della scuola italiana e i traguardi delineati dalla ricerca pedagogica e sociologica.

La scuola del tempo “presente” ha il compito il compito di preparare le future generazioni ai continui cambiamenti e alle continue sfide che verranno (e il digitale è sicuramente una di queste). Offrendo, anche,  gli strumenti per difendersi dai pericoli insiti in una società come quella attuale, ormai divisa in un doppio binario, tra online e offline.

La scuola digitale non è un universo parallelo. Non è un’altra scuola. Esiste solo la scuola, un’organizzazione complessa con una missione ben precisa: la buona didattica, e quindi il fine ultimo, gli apprendimenti, le competenze dei nostri studenti. (Damien Lanfrey)

Prof.ssa Maria Gentile

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