La forza del coraggio!

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“Quanto a dirlo sono ragazzi delle terze classi della secondaria del primo ciclo.
“Sapeva che sarebbe stato sufficiente aprire gli occhi per tornare alla sbiadita realtà senza fantasia degli adulti.” Lewis Carrol

Si sta svolgendo, in  modo speciale, la prova  conclusiva del primo ciclo scolastico.

Quest’anno, infatti, l’emergenza coronavirus ha avuto un forte impatto sul sistema scuola. Pure gli studenti più piccoli hanno dovuto affrontare un esame inedito: niente scritti né orale “classico”, a loro è rimasta in piedi solo una relazione  e un colloquio online incentrato sulla stessa.  Modalità che, inevitabilmente, ha spiazzato in tanti.

Partendo dall’assegnazione dell’argomento: la stragrande maggioranza ha potuto sviluppare il suo tema preferito e un altro terzo lo ha concordato assieme ai docenti. Argomenti che, inoltre, si prestano a tantissime letture differenti: solo la metà ha preso spunto dalle materie tradizionali, gli altri hanno affrontato temi generali e interdisciplinari, per la maggior parte il coraggio, la paura, la forza, i colori della vita….. quanto mai opportuni  e  necessari in questo periodo.

Questi piccoli studenti parlano di giusto valore del coraggio, riferendosi soprattutto a  chi si è trovato e si trova  in prima linea contro il coronavirus.

Nonostante la loro giovanissima età sembrano aver capito, ancora prima degli adulti, qual’ è il comportamento giusto da tenere in questa particolare situazione.

Affrontare la normalità con prudenza e senso di responsabilità per sconfiggere il coronavirus in attesa di trovare il vaccino.

Ansia e panico sono umanamente comprensibili, ma prive di una qualunque razionalità, alimentate dai tuttologi dell’ultim’ora che, nel senso del populismo più deteriore, si autocelebrano misurando la loro capacità di comunicatori dal numero di click ricevuti.

Per resistere alla crisi della pandemia bisogna fare quel che deve essere fatto e andare avanti. In guerra, diceva Orwell, anche le brave persone fanno cose brutte.

Orwell, che aveva combattuto in guerra, sapeva che quando accadono cose brutte, le brave persone restano, con pochissime eccezioni, nascoste o silenziose, quando non fanno addirittura cose brutte. Quest’ultima non è un’affermazione ottimistica, ma ciononostante ci auguriamo che, per una volta, dimostreremo che è falsa.

Walter Benjamin scrisse che la felicità consiste nel vivere senza paura. In questi giorni, da quando è scoppiata la pandemia, per l’Europa vivere senza paura non è possibile (almeno senza paura per la vita di molte persone).
E non dovrebbe farlo: il coraggio non consiste nel non avere paura – ciò è temerità – ma nel controllarla, fare ciò che deve essere fatto e andare avanti. Ora come ora è di questo che si tratta.

Prof.ssa Maria Gentile

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