Legami educativi a distanza, un ponte verso il futuro

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Commissione Infanzia Sistema integrato Zero-sei (D.lgs. 65/2017) ORIENTAMENTI PEDAGOGICI SUI LEAD: LEGAMI EDUCATIVI A DISTANZA UN MODO DIVERSO PER FARE NIDO E SCUOLA DELL’INFANZIA
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Legami educativi a distanza, un ponte verso il futuro

Da marzo la chiusura repentina dei nidi e delle scuole dell’infanzia ha bruscamente interrotto i percorsi educativi dei gruppi dei bambini.

Chiusi in casa e senza alcuna possibilità di uscita, in gran parte figli unici, quindi senza altri coetanei con cui poter dividere il tempo, con genitori presi dallo smart working e quindi impossibilitati a dedicarsi a loro, altri incapaci a causa della povertà materiale ed educativa, altri ancora violenti e maltrattanti, i bambini sono letteralmente prigionieri senza neanche l’ora d’aria di cui può usufruire la maggioranza delle persone ristrette.

E se è vero che perdere due o più mesi di scuola non è la fine del mondo, è altrettanto vero che, per i bambini più fragili che hanno delle disabilità o vivono in ambienti inadeguati e poveri di attenzioni e opportunità, essere abbandonati dai servizi e dai caregiver può produrre delle conseguenze dannose sul loro benessere e sul loro futuro.

“All’età di 4 anni”, infatti, “come una vasta letteratura scientifica dimostra e come evidenziato anche dalla recente indagine svolta in Italia da Save the Children, i bambini — sostiene Giorgio Tamburlini, pediatra, cofondatore e presidente del Centro per la Salute del Bambino, consulente Oms e Unicef per programmi sullo sviluppo infantile precoce — sono già diversi, o meglio diseguali, nelle loro competenze, sia quelle cognitive che quelle socio-relazionali, e nel rischio di sviluppare ritardi e disordini di sviluppo. Da qui la necessità di non interrompere il bisogno di relazioni, di continuare il dialogo educativo.

Dopo il primo spaesamento, e superando molte difficoltà nel trovare gli strumenti idonei, il personale educativo ha attivato nuovi canali di comunicazione con le famiglie e i bambini.

Viene pubblicato il documento di lavoro “Orientamenti pedagogici sui Legami educativi a Distanza: un modo diverso per ‘fare’ nido e scuola dell’infanzia” elaborato dalla Commissione nazionale per il sistema integrato zero-sei (ai sensi del D.lgs. 65/2017).

Il documento inquadra, raccoglie e rilancia le buone pratiche realizzate nel mondo “zerosei” per instaurare e mantenere relazioni educative a distanza, con bambini e genitori, in una situazione di grande difficoltà e di interruzione temporanea del funzionamento in presenza di nidi e scuole dell’infanzia.

L’obiettivo è di valorizzare il lavoro svolto, di stimolare consapevolezze professionali, di prefigurare un pensiero positivo volto alla riapertura delle strutture educative per i più piccoli.

La Commissione Infanzia continuerà a fornire al Ministero dell’Istruzione la sua collaborazione per agevolare il ripristino di una piena e corretta funzionalità del sistema integrato di nidi e di scuole dell’infanzia, che rappresenta una importante risorsa per il nostro Paese.

Il documento sottolinea l’esigenza primaria, in questo inedito contesto, ristabilire e mantenere un legame educativo (LEAD) tra insegnanti e bambini, insegnanti e genitori, insegnanti tra di loro, bambini tra di loro, genitori tra di loro, per allargare quell’orizzonte quotidiano divenuto all’improvviso ristretto, per costruire un progetto orientato al futuro e basato sulla fiducia anziché sulla paura che, inevitabilmente, ha caratterizzato le prime settimane di isolamento sociale.

I LEAD si costruiscono in un ambiente virtuale: è una presenza a distanza, un ossimoro oggi reso possibile dalla tecnologia. Quasi tutte le famiglie possiedono uno smartphone, un tablet, un PC o un notebook: questi strumenti, da sempre guardati con una certa diffidenza in rapporto all’età dei bambini del nido e della scuola dell’infanzia, possono trasformarsi in questa emergenza in un’opportunità.

L’ambiente di apprendimento, inteso come “spazio d’azione”, il luogo dove interagiscono allievi e insegnanti, allievi e oggetti del sapere , diventa ambiente di apprendimento virtuale, luogo di esperienze tanto di tipo cognitivo quanto di affettivo, emotivo, interpersonale, sociale. Luogo dove l’apprendimento non va inteso semplicemente come acquisizione di conoscenza, in cui l’insegnante trasmette il sapere all’allievo, ma dove si stabilisce e si realizza un processo attivo e costruttivo. E dove quindi si parte, prima di tutto, dagli aspetti relazionali e comunicativi per poi introdurre altri elementi.

Prof.ssa Maria Gentile

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