LibriAmo Rubrica a cura di Enzo Longobardi
“Il mio Dante” di Roberto Benigni

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Rubrica a cura di Enzo Longobardi
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Quando dico che la Divina Commedia è veramente la vetta delle letterature, lo dico proprio per il piacere della lettura e per il fatto di non respingere un amante straordinario come Dante Alighieri, il quale ci ha regalato una cosa così bella che, come dice il poeta, “chissà cosa abbiamo fatto di straordinario, di cui ci siamo dimenticati, per esserci meritati un dono così bello come la Divina Commedia”.
E’ come se Dio avesse detto: “Sono stati talmente bravi, boni, che li voglio premiare, gli do uno che gli scrive la Divina Commedia”. Questo è una cosa spettacolare, forse ce ne siamo dimenticati. Quindi c’è anche il canto, la musicalità, c’è il racconto e, naturalmente, la poesia. Ma soprattutto è un libro tutto al femminile la Divina Commedia, è un libro tutto sull’amore, basato tutto sull’amore.
Molti in Italia si sono avvicinati o riavvicinati a Dante leggendo “Il mio Dante” dove Benigni dove ci fa capire concetti non facili, ma lo fa col suo modo coinvolgente e trascinante.
Ci trasmette la Bellezza e l’Amore come i veri motori della vita.
Un libro che si legge in poco tempo, leggero e dottissimo per chi ama la poesia e vuole capire perché la Divina Commedia è l’opera letteraria italiana più importante al mondo. Così Benigni chiosò: “Ecco perché i grandi libri durano, perché squarciano il buio e ci fanno vedere che cosa siamo, all’improvviso. L’ Iliade ci dice che tutta la vita è una battaglia, l’ Odissea che tutta la vita è un viaggio, il libro di Giobbe che tutta la vita è un enigma, e la Divina Commedia che tutta la vita è desiderio. E amore, anche” (pp. 42-43).
La Commedia come la si insegna di solito a scuola e all’università è spesso lettera morta finché non arriva qualcuno che la resuscita. Dante lo si direbbe gioioso e finalmente felice di sé e dell’esito della sua opera. Suo obiettivo era quello di parlare al popolo e di creare un’opera popolare.
In tempi in cui non esisteva la stampa, cioè nel Trecento, di copie della Divina Commedia ne circolavano veramente poche. Ciò era contro i desideri di Dante, che, pur constatando che spesso i suoi versi erano citati a memoria dal fabbro ferraio e dal falegname, voleva far arrivare il suo messaggio a tutti gli uomini. In sostanza un libro molto utile per i giovani liceali, e non, che iniziano ad avviarsi verso la letteratura dantesca spesso vista come una palla al piede.
DATI ESSENZIALI :
  • Titolo: “Il mio Dante”.
  • Autore: Roberto Benigni;
  • Nazionalità Autore: Italiana;
  • Data di Pubblicazione: settembre del 2008;
  • Editore: Einaudi;
  • Genere: Esegesi;
  • Pagine: 145 p.; 
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