Maometto e la montagna – Oltre il multimedia –

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“Lo evoco…nel suo gabinetto di studio, come a dire nella torre di vedetta d’una città, munito di telefoni, di telegrafi, di fonografi, di apparecchi radiotelefonici e cinematografici, di lanterne magiche, di glossari, di orari, di prontuari, di bollettini…”  Osservò che per un uomo tanto fornito l’azione di viaggiare era inutile; il nostro secolo XX aveva capovolto la favola di Maometto e della montagna; le montagne, ora, venivano  al moderno Maometto”.

Questo scrive Jorge Luis Borges, nel 1949, in Aleph, uno dei suoi libri migliori.
Borges, che considera il libro “il più stupefacente degli strumenti dell’uomo perché non è, come gli altri, un’estensione del corpo ( miscroscopio e il telescopio, della vista; l’aratro e la spada, del braccio), ma della sua memoria e della sua immaginazione.

Negli ultimi tempi, anzi..  negli ultimi mesi,  strumenti nuovi hanno esteso all’infinito le attività cognitive dell’uomo. I media consentono una varietà di funzioni cognitive: conservare, ritrovare, presentare, manipolare vari tipi di informazioni, consentono di avere aiuti al pensare, all’analizzare, al programmare, al decidere, al creare, consentono di avere aiuti al lavorare insieme, collaborando con altri, di agire…

I media che hanno ricchezza delle immagini, dei suoni, del video,  del testo  sono un succedaneo della parola orale, come era il libro per gli antichi.  E’ il modo di esprimersi dell’umanità che si rinnova totalmente, è il pensiero umano che si spoglia di una forma  e ne riveste un’altra.

E’ indubbio che le tecnologie stanno migliorando la produttività del sistema di insegnamento, intendendo con ciò la possibilità di spostare i fattori di produzione ovvero di utilizzare “più materiali, più strumenti, più attrezzature didattiche e meno forza lavoro”

Prof.ssa Maria Gentile

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